Per la sua festa Tom non ha fatto inviti formali. Ha scelto di pubblicare un annuncio sul suo sito web che invitata chiunque volesse a condividere quest’evento con lui. Così sono bastate poche telefonate tra amici pipemakers italiani per organizzare la cosa, Mimmo Romeo in testa naturalmente.

Foto 1 articolo Tom Tom l’avevo visto al Chicago pipe show di quest’anno, ma non ci eravamo presentati. Lui troppo importante per uno sconosciuto come me, mi ero detto. Una stupida remora che tormenta il neofita di fronte al “mostro sacro”. Forse anche per questo avevo scritto, in un articolo sul Chicago pipes show, che i maestri danesi mi erano sembrati “impettiti e freddi”. Un modo per nascondere il mio imbarazzo da pivello.

Ma il mondo delle pipe, come ho già scritto in altre occasioni, è un Universo Parallelo. Tant’è che sia Pia che Tom hanno accolto la mia compagna Maria e me con gentilezza e cortesia, come se fossimo stati da sempre nell’ambiente dei pipemakers.

Niente lunghi discorsi tra noi, solo poche parole di saluto e imbarazzati ringraziamenti per i piccoli regali portati dalla Sicilia. D’altra parte il tepore generoso dell’accoglienza è nell’aria, non ha bisogno di parole, basta un sorriso, un gesto esplicito. Cito solo una sua risposta ad alcune domande di Vincenzo, giovane pipemakers siciliano, perché danno l’idea di che persona sia Tom: “non importa il nome – dice – ma la pipa. E’ bella? Allora è ok, anche se fatta da un perfetto sconosciuto”.

Foto 3 articolo TomI quaranta anni di lavoro che ha sulle spalle, oltre che dalla qualità delle sue pipe, si possono apprezzare nella razionalità del suo laboratorio. Ogni cosa è al posto giusto e alla giusta altezza. Così come il tavolo dove passa ore a carteggiare, seduto su una poltrona ergonomica, come fosse il trono di un Re.

Alla festa eravamo un centinaio di persone, quasi tutti pipemakers provenienti dalla vecchia Europa, dagli Stati Uniti e dalla giovane Asia, e qualche amico dealer in procinto di partire il giorno dopo per la fiera di Dortmund. L’atmosfera amichevole e informale che caratterizza gli incontri tra pipemakers, è stata deliziata da un grosso maiale che ha dato la vita per onorare l’evento. Un pentolone di Chili con carne sobbolliva accanto all’enorme grill che ospitava il povero animale, mentre Pia si dava da fare con insalate, patate, pane, formaggi e altre leccornie.

Foto 2 articolo TomIl pomeriggio scivola veloce tra il chiacchiericcio che si mescola agli odori di arrosto, buon tabacco e le spezie del Chili. Ed io, sbocconcellando il maiale, mi guardo attorno e rimango stupefatto dalle dinamiche di questo ristretto ambiente di artigiani che amano condividere la loro gioia per il lavoro che fanno. It’s good to be a pipe maker ha scritto Tom sul suo sito e in un grande striscione appeso nel suo laboratorio. E capisco che non c’è da stupirsi, perché è tutto in quella semplice frase.

Poi, lentamente, arriva il buio e porta con sé il freddo vento delle terre del nord. Rimarremo in pochi fino alla mezzanotte. Chi è andato via si è perso degli ottimi hot dog cucinati con la brace rimasta. Un’ultima birra, un abbraccio caloroso con la promessa di rivedersi, magari a Chicago l’anno prossimo, e via su un taxi che ci porterà in albergo.

Foto 4 articolo Tom

 Il viaggio dalla Sicilia  a Copenaghen è lungo e faticoso, ma ne è valsa la pena.

 Grazie Tom. Grazie Pia. Alla prossima.

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