Partecipare al Chicago Pipes Show equivale ad entrare in una dimensione parallela, ed io amo la fantascienza. Così quest’anno ho deciso di partecipare anch’io, con la sapiente guida del mio maestro Mimmo Romeo, perfetto accompagnatore dantesco nel Paradiso della pipa.

Per quanto ci fossimo preparati, Maria, la mia compagna, ed io siamo comunque rimasti storditi di fronte alle emozioni che quest’evento induce in chi vi partecipa.

Abbiamo capito che avevamo a che fare con una strana follia appena arrivati a St. Charles, nella fumosa tenda d’accoglienza allietata da una musichetta aliena, eppure perfettamente intonata all’occasione. Ma i giorni successivi sono stati così travolgenti da non consentirci di fermarci un attimo a riflettere su cosa stavamo vivendo. Solo l’ultimo giorno ci siamo potuti chiedere: cosa rende questa fiera così speciale? Forse i caffè di David nella sua stanza aperta a qualunque ora del giorno e della notte per chiunque voglia fare quattro chiacchiere avvolto da una nube di fumo e da una calda e sincera ospitalità? O forse lo spettacolo di vedere tutti insieme i maestri danesi, seppure impettiti e freddi? Oppure il piacere di chiacchierare con i migliori maestri italiani, così loquaci e gioiosi? O i passionali collezionisti, in giro con l’occhio di falco ma sempre pronti a scambiare due parole? O ancora i dealers asiatici, così voraci di bellezza occidentale da cominciare a girare per le stanze dei pipemakers ancora prima dell’inizio della fiera?

Non so, posso solo dire che c’è una strana aria che gira da quelle parti, e spero che duri ancora per molto tempo, anche se il mondo cambia sempre più in fretta e non si può mai dire.

Forse l’unica spiegazione possibile l’abbiamo involontariamente elaborata insieme a Mimmo, su una limousine lunga come un tir che ci trasportava verso l’aereo per casa, mentre i paesaggi dell’Illinois scorrevano dai finestrini oscurati.

Che sia una questione d’energia?

Migliaia di ore di lavoro per trasformare semplici pezzi di radica in piccoli e grandi capolavori: quanta energia (fisica, ma soprattutto mentale) racchiudono in sé? E dove finisce quest’energia? Bene, io credo che in qualche modo a noi incomprensibile, questa continui a circolare. Ed è energia positiva, ecco perché si sta così bene al Chicago pipes show.

Come non tornarci?

Ecco un po’ di foto e una clip alla tenda di benvenuto. Altre foto si possono vedere qui. Altri video qui.

Io Maria e Antoine a Chicago

 

 

 

Io Teddy e Mimmo a Chicago

 

 

 

Io al banchetto di Chicago

 

 

Io Mio e Tommy a Chicago