Gabriele è quello che si dice un artigiano a 360 gradi. Se hai bisogno di un consiglio tecnico, non c’è nessuno che possa darti maggiori informazioni di lui, passando dall’elettrotecnica alla falegnameria, dalla meccanica all’incisione laser, sempre con padronanza dell’argomento e generosità di particolari.

Perché la natura gli ha dato in abbondanza una delle caratteristiche del buon artigiano: fare le cose per il piacere di farle bene.

Gabriele mi aveva invitato a imparare la foratura della pipa a mano libera già diversi anni fa, ed io avevo sempre declinato l’invito. 

Devo ammettere che la mia era solo pigrizia. Perché impiegare tempo ad imparare una nuova tecnica, con tutto l’armamento di utensili nuovi che si porta appresso, quando sei già padrone di una tecnica che funziona?

Poi, un giorno mi sono deciso, dietro la spinta di Manù che, invece, aveva tanta voglia di imparare a forare a mano. Ma ci pensi alla libertà di azione che può dare questa tecnica?– mi diceva al telefono – niente può limitare la tua immaginazione perché la foratura è la fase finale. Aveva ragione ed io lo sapevo.

Così, un giorno d’inverno del 2019 mi sono ritrovato a bussare a casa del mio amico Gabriele a Monteveglio, una località della Valsamoggia a pochi chilometri da Bologna.

Staremo insieme qualche giorno, io, Manù, Massimo Damini e la famiglia Dal Fiume: Petra, Sofia e Gabriele. Di giorno in laboratorio, prima a seguire le mani sapienti di Gabriele forare a mano una pipa, poi a provare noi la tecnica appena imparata. La sera in giro per le trattorie locali a godere delle meraviglie culinarie locali. Perché, per chi non lo sapesse, Gabriele è anche un ottimo cuoco e un palato sopraffino.

Dopo quest’esperienza consiglio a tutti di non fermarsi alla foratura al tornio o al trapano a colonna. La foratura a mano è un arma in più e bisogna saperla usare.

Attenti però a diventare un fan sfegatato dell’una o dell’altra tecnica, basta solo prendete coscienza che conoscerle entrambe è indispensabile per essere un pipemaker completo.